Rocce vive
Rocce calcaree colonizzate da batteri, spugne, microorganismi e piccoli invertebrati. Nel marino sono il principale substrato per la filtrazione biologica.
Spiegazione dettagliata
Le rocce vive sono il fondamento di qualsiasi acquario marino. Non sono semplici decorazioni: sono ecosistemi in miniatura. Ogni chilo di roccia viva di buona qualita' contiene milioni di batteri nitrificanti e denitrificanti, spugne, vermi, copepodi e altri microrganismi.
La quantita' consigliata varia ma una regola storica dice 1 kg per ogni 5 litri di acqua. Le vasche moderne tendono a usare meno roccia per lasciare piu' spazio al nuoto e migliorare la circolazione.
Le rocce vive naturali provengono da barriere coralline e il loro prelievo e' sempre piu' limitato per ragioni ambientali. Le alternative artificiali come MarcoRocks, Real Reef Rock e le rocce in ceramica sono ormai molto diffuse. Non partono con la stessa biodiversita' delle naturali ma si colonizzano nel giro di qualche mese.
La disposizione delle rocce (aquascaping) non e' solo estetica. Bisogna creare strutture stabili con archi e cavita' che permettano una buona circolazione dell'acqua. Le zone morte dove l'acqua ristagna diventano focolai di cianobatteri.
Le rocce vive morte (dry rock) si usano spesso come base economica. Vengono colonizzate lentamente dai batteri. L'aggiunta di qualche pezzo di roccia viva vera accelera il processo di colonizzazione.
Le rocce calcaree nel dolce sono utili solo per vasche con pH alto (ciclidi africani). Per la maggior parte delle vasche dolci tropicali si preferiscono rocce inerti come il basalto o la pietra lavica.